Grand Canyon, vista da Pima Point



STATI UNITI - GRAND CANYON NATIONAL PARK

Grand Canyon fiume Colorado
Tramite percorsi segnalati è possibile scendere fino al cuore del Grand Canyon
Il Grand Canyon è una immensa gola scavata dal fiume Colorado che si estende per una lunghezza di circa 445 km sull'altopiano compreso tra lo Utah e l'Arizona. In alcuni punti raggiunge una profondità di oltre 1.800 metri. Per le sue sbalorditive dimensioni, la varietà di strati di rocce colorate e la grande biodiversità delle specie vegetali ed animali è considerato una delle meraviglie del mondo. Si può visitare sia dal lato nord sia dal lato sud ma la maggior parte dei 4,5 milioni di turisti annuali visita il "South Rim" che è aperto tutto l'anno e vanta una recettività alberghiera decisamente maggiore oltre a numerosi servizi.

COME ARRIVARE AL "SOUTH RIM": da Las Vegas si prende l'autostrada 93 fino ad incrociare l'interstate 40 che conduce a Williams. Da qui si prende la strada 64 che punta decisamente a nord e si addentra nel vasto Altipiano del Colorado, assolutamente piatto e desertico, fino ad arrivare a Tusayan, una piccolo paese composto essenzialmente di strutture turistiche. L'ingresso del parco si trova 2 miglia più avanti, all'inizio del Grand Canyon Village che si trova proprio sul margine del Grand Canyon.

DOVE DORMIRE: nel Grand Canyon Village si trovano numerosi alberghi alcuni dei quali costruiti proprio a ridosso del bordo con panorami mozzafiato. Nel periodo di maggior affluenza, da maggio ad agosto, è assolutamente necessario prenotare con parecchi mesi di anticipo ed i prezzi sono elevati. Molti turisti che non riescono a trovare un posto ripiegano sulle strutture alberghiere di Tusayan che come abbiamo detto si trova a poche miglia di distanza.

COSA VEDERE: se volete godere appieno della spettacolarità del luogo vi conviene prevedere come minimo un paio di giorni pieni per poter visitare il parco con la dovuta tranquillità. La prima cosa da fare è recarsi al Centro Visitatori dove troverete tutte le informazioni di cui avete bisogno anche in lingua italiana!!
Le guide turistiche si possono scaricare anche da internet sul sito www.nps.gov.

Grand Canyon Village: Grand Canyon
Scoiattolo al Grand Canyon
lungo il percorso che si snoda di fronte agli storici alberghi si trovano i principali "view points" (Yavapai Point e Mother Point) dai quali si godono magnifiche viste sul canyon. I momenti migliori per osservare il gioco di luci e ombre tra le formazioni rocciose sono ovviamente al tramonto e al sorgere del sole. Gli orari che variano a seconda della stagione sono pubblicati sulle guide del parco. Non dimenticate che siete ad una altezza di circa 2.100m sul livello del mare e al primo mattino o alla sera può fare piuttosto fresco anche in piena estate. Da non perdere la visita anche al caratteristico albergo "El Tovar", costruito nel 1905 interamente in legno.

Hermits Rest Route: vicino al Bright Angel Lodge, sul lato sinistro, si trova il punto di partenza del percorso panoramico lungo circa 11 km. Un servizio di navette completamente gratuito consente ai visitatori di muoversi agevolmente lungo i 9 view points. Il nostro consiglio è di iniziare il percorso direttamente a piedi lungo il sentiero che porta al Trailview Overlock lungo il quale si possono godere con tranquillità gli splendidi panorami sul canyon e sugli edifici costruiti lungo il bordo. Successivamente si utilizzeranno le navette per spostarsi tra i vari punti panoramici fino ad arrivare ad Hermits Rest. Desert View
Desert View


Desert View: sul lato destro del Grand Canyon Village, in prossimità del Centro Visitatori, si imbocca la strada n. 64 aperta al traffico privato e che conduce a Desert View. Lungo il percorso di circa 30 km. si trovano altri spettacolari view points sul Grand Canyon e, se siete fortunati, potrete vedere anche dei grossi cervi al pascolo. Desert View, oltre ad essere un ottimo punto panoramico dal quale si può vedere chiaramente il Colorado River, è famosa anche per la sua torre di ispirazione indiana, chiamata Kiva, con all'interno affreschi Hopi.

Escursioni in fondo al canyon: questo tipo di escursione consente di fare un viaggio attraverso migliaia di anni di geologia tra paesaggi assolutamente unici ma adatti solo a persone in buone condizioni fisiche. Bisogna tener presente infatti che i vari sentieri si svolgono inizialmente in discesa ma poi bisogna anche tornare indietro e la risalita è molto più faticosa. Inoltre mano a mano che si scende il clima diventa sempre più caldo e bisogna avere a disposizione grandi quantità d'acqua. La discesa e la risalita effettuate in un sol giorno sono formalmente sconsigliate dai Ranger per la lunghezza e la pericolosità dovuta al terreno impervio e alle repentine variazioni climatiche, mentre per poter passare la notte in fondo al canyon è obbligatorio munirsi di permesso. Pertanto vi consigliamo vivamente, prima di intraprendere un sentiero in discesa lungo il canyon, di informarvi preventivamente presso i Ranger del Centro Visitatori. Il sentiero più frequentato è il Bright Angel Trail che inizia vicino all'omonimo albergo e conduce attraverso un lungo percorso di ben 9,6 miglia al Phantom Ranch, sulle sponde del Colorado River. Dopo la ripida discesa iniziale lungo la quale si trovano 2 punti si sosta e rifornimento d'acqua, si giunge ad Indian Gardens, vera oasi a mezza montagna e principale punto di sosta, situato su un altipiano sul quale è anche possibile campeggiare. A questo punto siamo già a 4,5 miglia di distanza dal punto di partenza e la risalita si presenta impegnativa specie se fa molto caldo. Calcolate 6-9 ore per questa mezza passeggiata che richiede una giornata intera.

cartoline Grand Canyon
Posti da cartolina!
pima point grand canyon
Panorama
Fauna grand canyon
Alce nei pressi del parco


Escursioni in elicottero: è possibile sorvolare il Grand Canyon a bordo di elicotteri o piccoli aerei da turismo. Il punto di partenza si trova a Tusayan dove c’è un piccolo aeroporto gestito da numerose compagnie aeree. I prezzi sono elevati e possono variare a seconda delle ore del giorno e del numero di partecipanti.

LA SCOPERTA DEL GRAND CANYON

Desert View II
Il fiume Colorado visto dal Pima Point
I primi uomini bianchi a scoprire l'immensità del Grand Canyon furono un gruppo di cercatori d'oro spagnoli, nel 1540. Francisco Corrado era in cerca dell'oro e delle sette città di Cibola quando gli indiani gli parlarono di un grande fiume a nord. Corrado inviò subito Garcia Lopez de Cardenas con una squadra di 12 uomini alla ricerca di questo misterioso fiume e furono guidati dagli indiani Hopi fino al bordo dell'abisso del Grand Canyon. Ma le profondità e la vastità intimorirono subito gli spagnoli che passarono tre difficilissimi giorni alla ricerca di un passaggio per scendere il canyon e raggiungere il fiume, muli da trasporto
Carovana di muli che scende lungo il sentiero
ma si resero presto conto di quanto fosse ostica la discesa che alla fine si arresero, discendendo in totale appena un terzo della strada. Gli Hopi, che non si fidavano certo di questi esploratori, approfittarono delle difficoltà degli uomini bianchi e non rivelarono mai la giusta via per superare gli ostacoli del canyon che li separavano dal fiume; tutto lo splendore del Grand Canyon rimase cosi agli abitanti originari, gli Hopi, per ancora circa due secoli. Il Grand Canyon venne poi riscoperto nel 1869 durante la guerra civile dal maggiore J.W. Powell che organizzò una spedizione composta da quattro imbarcazioni per esplorare il fiume Colorado. Si rivelò un viaggio lungo e arduo, l'equipaggio subì delle perdite, infine Powell navigò il Colorado fino a raggiungere il punto in cui si trovava il lago Mead. Due mesi dopo la pubblicazione della scoperta, Powell incoraggiò uno studio scientifico del canyon, facendo si che poco alla volta cominciasse a svilupparsi. La Santa Fe Railroad raggiunse il Grand Canyon nel 1870, accompagnando le persone incuriosite e affascinate dal canyon. Grazie a un Atto del Congresso, il Grand Canyon fu dichiarato parco nazionale degli Stati Uniti nel 1919.

La storia della bandiera Hopi è abbastanza recente, ci furono molte discussioni in merito ad una bandiera tribale ma la proposta finale che fu adottata formalmente nella primavera del 2002.
Naatoyola, questo il nome della bandiera, è formata da tre strisce verticali:
sakwa (turchese), rappresenta Natwani, simboleggia la continuità della vita, la linfa vitale degli Hopi, nonche la pioggia, acqua e i fiumi.
qootsa (bianca), rappresenta quastiyayngwani, l'inizio della vita.
● e sikyangpu (gialla), rappresenta i doni della natura e la sfera spirituale.
Al centro si trova un cerchio nero diviso in quattro spicchi con all'interno di ognuno un punto nero, la rappresentazione della Terra o Tuuwaqasi in lingua Hopi. Sotto la Terra è rappresentata una montagna dove, dagli angoli di questa, emergono due steli di granturco, il principale cibo degli Hopi, che circondano la terra, infine in alto la parola Hopi ad arco. Le due piante vogliono rappresentare il corpo umano che affonda le sue radici nella terra. Le piante hanno sei spighe colorate (in senso orario: viola, grigio, rosso, beige, blu, giallo) che rappresentano le sei direzioni cardinali: nord-sud-est-ovest, sopra-sotto.

GLI HOPI: IL POPOLO PACIFICO

Nella lingua degli Hopi c'è la parola Koyacmisqatsi, che significa all'incirca "caos causato per colpa propria e futuro incerto". Sembra quasi che questa parola antica si sia avverata nella situazione degli Hopi, oggi più difficile che mai. Nel mezzo della riserva dei Navajo, che comprende una vasta parte tra Arizona, Utah e Nuovo Messico, si trova la piccola riserva degli Hopi, nell'Arizona nord-orientale, fondata nel 1882, dove vivono ancora oggi circa 6000 membri di questa tribù. Gli Hopi (significa "il popolo pacifico") sono probabilmente discendenti degli Anasazi precolombiani.
sposa hopi
Ragazza hopi pronta per la cerimonia
guerriero hopi
Guerriero Hopi
madre hopi
Madre Hopi con bimbo

Essi vivono oggi in comunità indipendenti che si trovano su tre mesas, (altipiani), alti 180 m. Sul primo di questi monti si trova Walpi, uno dei pueblo hopi più belli. Altrettanto degni di nota sono gli altri tre villaggi sulla seconda mesa, Mi-shongnovi, Shipaulovi e Shongopovi. Il villaggio più antico del nordamerica si chiama Old Oraibi e si trova sulla terza mesa, paese abitato fin dal 1150. Un'altra montagna, la cosiddetta Black Mesa che si trova a nord, fu quasi completamente distrutta dall'estrazione del carbone negli anni '60. Le mesas offrivano inoltre una buona protezione, dato che erano difficilmente attaccabili. Mesa Hopi
Gli Hopi costruivano i loro villaggi sulla alte Mesas, cosi da potersi riparare dagli attacchi di altre tribù

Soltanto nel XVI secolo i Navajo arrivarono in questa regione e nel corso del tempo appresero molto dagli Hopi. Ma la vicinanza tra le due tribù - da un lato gli evoluti Hopi, sedentari e coltivatori di mais, dall'altra i nomadi cacciatori Navajo - non fu sempre facile. Ancora oggi emergono conflitti di confine tra i due popoli, alcune famiglie Navajo si rifiutano da anni di abbandonare antichi territori Hopi, e da allora gli Hopi guardano dall'alto al basso i Navajo e li descrivono come tasavuh che, nella lingua degli Hopi, significa all'incirca "attaccabrighe".
Come gli Hopi giunsero in questa regione rimane a tutt'oggi inspiegato. In ogni caso per secoli la tribù si è affermata nei confronti dei Navajo. Secondo la leggenda gli Hopi avevano attraversato il Nordamerica alla ricerca del luogo più inospitale, dove avrebbero potuto sfuggire all'invidia e alla gelosia.

pitture murali Hopi
Pitture murali dei popoli indiani
Ancora oggi sulle mesas, nelle grotte e nelle gole, si trovano le preziose pitture murali dei loro antenati. I segni cubiformi, spesso a centinaia sulle più piccole superfici, sembrano essere messi insieme senza un senso che li colleghi, narrano invece queste storie del passato. I caratteri spigolosi di questi geroglifici raccontano delle cerimonie sacre degli Hopi o descrivono il passato di una delle loro stirpi.
Questo popolo assegna tutt'ora ai bambini un ruolo importante, fin dalla nascita. Le bambine in particolare , hanno un posto speciale nella società, poichè assicurano il perpetuarsi della tribù. Il bambino appartiene alla tribù della madre, e i suoi legami più stretti, dalla nascita alla morte li avrà con la madre. Durante i primi 20 giorni dalla nascita sono poste nella culla, ai due lati del neonato, due pannocchie di granturco. Una rappresenta la madre, l'altra il bimbo. Sono chiamate "pannocchie della madre" e sono considerate sacre.

Gli Hopi usavano dei luoghi molto particolari per le loro funzioni religiose o le assemblee, chiamati Kiva, creati tipicamente a pianta circolare, sotterranei o semi-sotterranei ai quali vi si accede con una apertura sul tetto e delle scale a pioli. Le donne solitamente non accedevano ai Kiva e celebravano i loro rituali in altre sedi. pitture hopi
All'interno dei Kiva si trovano pitture rupestri che rappresentano l'armonia degli indiani con la natura
La forma circolare, pittura snake legend leggenda serpente
Il dipinto che rappresenta il primo uomo che navigò il fiume Colorado
in contrasto con le forme quadrate o rettangolari tipiche dell'architettura delle abitazioni pueblo, sta probabilmente ad indicare la sacralità del luogo, oppure può essere messa in relazione con le pit-house, le case seminterrate a forma circolare dei Popoli ancestrali (Anasazi) da cui si suppone discendano i Pueblo. Nel pavimento del Kiva veniva realizzato un piccolo foro (detto sípapu in lingua Hopi) che stava ad indicare il luogo simbolico di origine della tribù. Sulle pareti interne potevano essere dipinte immagini che raffiguravano figure sacre o scene di vita quotidiana della tribù. Lo stile di queste pitture tende ad essere geometrico, con maggiore utilizzo di linee rette piuttosto che le linee curve e con l'intera opera disposta in uno schema lineare, tutto intorno alle mura. Le pitture murali sono dipinti sull'intonaco con colori caldi i cui pigmenti venivano ricavati dai ricchi giacimenti minerari della zona.


kiva del Grand Canyon
Il Kiva che troverete all'interno del Grand Canyon

Un bellissimo esempio di Kiva è la WATCHTOWER AT DESERT VIEW
Ricco di dipinti tradizionali reppresentanti la cultura ed il modo di vivere degli Hopi.
Al centro della stanza è presente un altare dedicato al dio serpente, SNAKE ALTAR, al suo interno ci sono tutti gli oggetti usati nelle danze più sacre del popolo Hopi, come la famosa danza del serpente, cioè una preghiera per la pioggia. E' stata inoltre concessa la conservazione di un esempio di dipinto creato con la naturale sabbia colorata dal Deserto Dipinto, solitamente usati nelle cerimonie sacre ma creati all'alba e distrutti al calar della notte.
VEDI INTERNO WATCHTOWER con le descrizioni dei dipinti degli Hopi.

L'ARTE DEGLI HOPI

Gli Hopi sono famosi ancora oggi per le loro Kachinas (kah-chee-nah), piccole bambole intagliate nel legno, che rappresentano le divinità e vengono impiegate durante le cerimonie. Per gli Hopi sono essenziali per preservare l'armonia con il mondo intorno a loro, non solo con l'uomo e altri animali, ma con gli oggetti della natura come pietre, nuvole, cielo, tutto cio che è vita. Poichè le Kachinas incarnano questi spiriti sono i guardiani spirituali del popolo Hopi e rappresentano il loro modo di vivere, e dato che esse possono assicurare la fertilità sia all'uomo che agli animali ed alla coltura, sono considerate coloro che assicurano la vita stessa. Un gruppo di Kachinas corrisponde ai capi villaggio, essi hanno giurisdizione sulle altre Kachinas e decidono gli aspetti più importanti della vita del villaggio. Queste Kachinas, che sono piuttosto poche di numero, non sono mai cambiati e appaiono ad ogni importante cerimonia con cui sono collegati. Il termine si riferisce anche ai ballerini Kachina, membri della tribù mascherata che si vestono come kachina per le cerimonie religiose.
kachinas kachinas legno
Le kachinas sono costruite interamente in legno
kachina

COSTRUZIONE DELLE KACHINAS: sono tradizionalmente scolpite dalle radici di alberi di pioppo che una volta erano abbondanti sopra e vicino le terre Hopi.Dopo che la bambola è completamente intagliata segue la pittura dettagliata, con minerali nativi o coloranti vegetali. L'abbigliamento definisce le sembianze della bambola, viene scolpito e dipinto sul legno con pezzi reali di stoffa e con decorazione adeguata su ogni capo. Le maschere sono la parte più importante della bambola, poichè rappresentano diversi animali che hanno una forte connotazione simbolica. Sono infine aggiunti gli oggetti come collane, arco, orecchini e bracciali anche questi costruiti con minerali naturali. Nel popolo Hopi alcuni costumi caratteristici si riflettono nei dettagli del Kachina, cosi come alcune delle loro leggende e miti. Anche se gli Hopi sono in generale un popoli pacifico hanno comunque sempre dovuto avere delle difese per difendersi dagli attacchi, per questo alcune kachinas saranno rappresentate con lance ed archi a simboleggiare il coraggio e la difesa del popolo.

Un osservatore ha scritto: "Il tema centrale del culto kachina è la presenza della vita in tutti gli oggetti che riempiono l'universo. Tutto è un'essenza o una forza vitale, e gli umani devono interagire con questi o non riescono a sopravvivere".

GIOIELLI & CERAMICHE

Anche i gioielli in argento e la ceramica fanno parte delle tipiche creazioni artigianali degli Hopi. In particolare la lavorazione della ceramica è considerata quasi un'attività sacra, come nella maggioranza delle culture indiane del Sudovest. La lavorazione della ceramica non avviene mai su un tornio, bensí viene effettuata con grosse matasse di argilla che vengono lavorate a mano per produrre pentole, vasi e ciotole. I motivi decorativi sulla ceramica si basano ancora oggi sui simboli tramandati.

Hpi pottery
Il popolo Hopi era molto abile nella creazione di vasi e ceste
dipinti hopi
Quadro creato con finissimi granelli di sabbia, rappresenta vasi in ceramica con disegni del popolo indiano

Tipici sono i disegni di animali e di uomini spigolosi, dall'aquila fino alla formica. Dopo una visita alle mesas si può arrivare sulla Rte. 264 fino a Ganado. Molto vicino si trova Hubbell Trading Post, un vecchio fortino, risalente al 1878, il più antico posto di guardia commerciale nel territorio dei Navajo e oggi trasformato in museo. Gli indiani vendono qui tappeti, tessuti e gioielli d'argento dei quali viene dimostrata anche la lavorazione.


Le informazioni ed alcune foto sulla storia degli Hopi sono state tratte dai seguenti siti web:
www.vacanzeinamerica.net/navajo.htm
wikipedia
it.papillon.com
kachina.us


FOTO DEL GRAND CANYON NAT. PARK



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