Canyon de Chelly



STATI UNITI - CANYON DE CHELLY NATIONAL MONUMENT

Il Canyon de Chelly è situato in un altipiano desertico a circa 1.600 metri sul livello del mare in pieno territorio Navajo. E' lungo "solo" 45 km ed ha la forma di una Y in quanto ad un certo punto si divide in due rami principali. Antico villaggio Anasazi
Resti di antico villaggio Anasazi, i primi abitanti del Canyon
Nonostante sia un pò distante dai classici percorsi turistici, presenta bellezze storiche e paesaggistiche che non hanno nulla da invidiare al più blasonato Grand Canyon. Anzi, alla fine del vostro viaggio sarà uno dei luoghi che più ricorderete con piacere. All'interno si trovano numerose rovine di antichi villaggi Anasazi risalenti al 750 d.C., chiamati Pueblo.
Le abitazioni sono in muratura addossate le una sulle altre e spesso si trovano all'interno di grandi caverne naturali dove si possono ammirare anche numerosi pittogrammi disegnati sulla roccia. Questo territorio è considerato sacro dai Navajo in quanto in questo luogo il colonnello Kit Karson, dopo aver bloccato l'ingresso del canyon e lasciato gli abitanti senza cibo, vinse la battaglia finale proprio con i Navajos. Oggi all'interno del canyon si trovano ancora numerose fattorie tuttora abitate dagli indiani dediti alla pastorizia, all'agricoltura e, ovviamente, al turismo.

Canyon de Chelly
L'interno del Canyon de Chelly

COME ARRIVARE : da Holbrook si prende l'Interstate 40. Superato il Painted Desert si prosegue fino ad incrociare la strada n. 191 che porta dritta in direzione nord fino a Chinle, piccola cittadina posta proprio all'imboccatura del Canyon.

DOVE DORMIRE: la scelta è limitata in quanto ci sono solo 3 alberghi posti nelle vicinanze dell'ingresso del Canyon. Pertanto in alta stagione è opportuno prenotare in anticipo.

White House Ruin
White House Ruin, raggiungibile con il sentiero White House Trail
COSA VEDERE: l'ingresso al fondovalle è consentito solo se accompagnati da guide navajo che sono organizzate per escursioni a piedi, a cavallo o con autoveicoli fuoristrada.

Il nostro consiglio:
visita degli Overlook lungo il North e South Rim Dr.;
White House Trail;
visita di Spider Rock Overlook al tramonto.

La visita richiede tutto il giorno o almeno dalla tarda mattinata fino al tramonto.
Dall'imboccatura del canyon si dipartono due strade panoramiche, entrambi lunghe circa 15 miglia, che seguono i bordi superiori nord e sud del canyon. Alcune piazzole di sosta segnalate consentono di parcheggiare l'auto e di seguire a piedi alcuni brevi sentieri che conducono a dei punti panoramici consentendo di ammirare il fondovalle attraversato da due fiumi ed i resti dei villaggi contornati da pareti di roccia di arenaria alte più di 300 metri. Il paesaggio è assolutamente incantevole e sorprendono le forme particolari che assumono le rocce circostanti. Discesa nel Canyon de Chelly
Nel cuore del Canyon de Chelly
Si inizia con il North Rim Dr. che presenta tre bellissimi belvedere.
Tornati indietro si imbocca il South Rim Dr. dal quale si possono ammirare altri 7 belvedere diversi. Lungo il South Rim Dr. si incontra il White House Ruin Overlook (quarto belvedere) dal quale è possibile imboccare un sentiero sterrato chiamato White House Trail che, tra magnifiche rocce striate, scende di circa 200 metri sino al fondovalle (2 ore circa per il viaggio di andata e ritorno).
White House Trail
Lungo il White House Trail
Imperdibile!!! E' l'unico sentiero autorizzato per poter accedere da soli al canyon.
(gli animali non sono ammessi).

Giunti al fondovalle ed attraversato un fiume si giunge in prossimità delle rovine dell'omonimo villaggio considerato il più caratteristico di Chelly ed incastonato all'interno di una grotta posta su una immensa parete di arenaria segnata da imponenti striature nere. Sulle rocce sotto ai ruderi si possono vedere alcuni pittogrammi. I lettori di Tex Willer riconosceranno sicuramente un paesaggio familiare. Intorno alcuni banchetti di souvenir gestiti dai navajos con vendita di collane e tipici vasi di terracotta.

Spider Rock-Canyon De Chelly
Non perdetevi il meraviglioso Spider Rock

Ritornati al punto di partenza si prosegue nella visita degli altri belvedere fino ad arrivare, nel tardo pomeriggio, allo Spider Rock Overlook. Da questo bellissimo punto panoramico si può ammirare uno dei simboli di Chelly, una torre di arenaria alta 240 metri chiamata appunto Spider Rock.

LEGGI LA LEGGENDA NAVAJO DELLA SPIDER ROCK

Antichi pittogrammi incisi nella roccia
Antichi resti del White House Ruin
Canyon De Chelly
Il Canyon visto dall'alto
Interno Canyon de Chelly
All'interno del canyon scoprirete che si tratta di una meraviglia


LA BATTAGLIA DEL CANYON DE CHELLY

Contrariamente a quanto raccontato nella epopea western i Navajo non avevano il culto della guerra e del coraggio ma erano popolazioni seminomadi che vivevano principalmente di agricoltura ed allevamento.
Il valore individuale nella cultura Apache e dei Navajo si misurava non nell'atto di coraggio bensì nell'efficacia della razzia e nell'entità dei beni posseduti (cavalli e bestiame). La guerra pertanto assumeva i caratteri di una tattica di guerriglia in cui si evitava lo scontro fine a sé stesso, ma solo dettato dalla necessità di giungere ad uno scopo economico.
La loro struttura sociale era polverizzata in numerosi gruppi famigliari senza alcun coordinamento tra di loro. Erano inoltre conosciuti dalle altre popolazioni indiane come abili coltivatori. ritratto kit carson
Ritratto del generale Kit Carson
Nella loro cultura, il valore individuale non si misurava negli atti di coraggio bensì nel ricorso alla razzia del bestiame, allo scopo di incrementare le loro proprietà in cavalli e pecore e perciò i fatti di guerra a loro attribuiti si riferivano in realtà a razzie ed azioni di guerriglia tese semplicemente a sfuggire allo scontro e ad evitare le eventuali rappresaglie.

Per questo motivo il governo degli Stati Uniti decise di porre fine al problema cercando di confinare le popolazioni indiane in una riserva denominata Bosque Redondo nel Nuovo Messico.
Contrariamente ad altre popolazioni indiane i Navajo si rifiutarono di farsi confinare e gli Stati Uniti inviarono l’esercito, capitanato da un famoso comandante chiamato Kit Carson, che intraprese una brutale guerra tesa a distruggere la loro economia, bruciando i raccolti, i frutteti e uccidendo il bestiame.
Navajos long walk
Navajos lungo la Long Walk
In questo fu affiancato da altre popolazioni indiane come gli Hopi e i Pueblo che in passato erano stati depredati dai Navajo e che avevano tutto l’interesse ad indebolire i loro tradizionali nemici. Ridotti alla fame ed in prossimità dell’inverno alcuni capi Navajo decisero di arrendersi, altri invece si rifugiarono all’interno del Canyon de Chelly decisi a resistere.

Dovettero alla fine arrendersi a Kit Carson che, bloccata l’imboccatura del canyon, li costrinse alla resa nel 1864 dopo un anno di guerra. Nonostante la resa gli uomini di Carson devastarono completamente il canyon, uccidendo il bestiame, i 5.000 alberi da frutta e bruciando gli hogan (le abitazioni indiane). Fu una tragedia! Agli oltre 1.000 caduti durante la guerra si aggiunse la deportazione di circa 8.000 Navajo che vennero costretti ad intraprendere quella che sarebbe stata chiamata "la lunga marcia" (The Long Walk) verso la riserva che si trovava ad oltre 600 chilometri di distanza e venne percorsa a piedi dagli uomini, dalle donne e dai bambini, molti dei quali morirono durante la traversata.
Navajos Bosque Redondo
Navajos deportati a Bosque Redondo
Navajos deportati a Bosque Redondo
L'esperienza a Bosque Redondo fu completamente negativa, si decise cosi di far tornare i Navajos alle loro terre d'origine
Navajos sopravvissuti
Sopravvissuti alla deportazione
Questo confinamento durò quasi 5 anni e fu un esperimento completamente negativo: la riserva era dislocata in un territorio malsano e arido, il vettovagliamento loro fornito era scarso e di cattiva qualità e la coabitazione con gli Apache Mescaleros era caratterizzata da frequenti scontri. Si decise quindi di farli tornare alle terre d’origine dove i Navajos scelsero definitivamente la loro condizione di vita: tornarono all’agricoltura, intensificarono l’allevamento, divennero abili artigiani e soprattutto impararono ad essere un popolo molto unito anche se sparso nel loro immenso territorio.
Nel 1868 venne stipulato un trattato fra i Navajo e il governo degli Stati Uniti che pose fine al confinamento a Bosque Redondo e definì i confini di una nuova riserva posta a cavallo fra gli stati americani di Arizona, Nuovo Messico e Utah che costituì la base della riserva Navajo definitiva, chiamata anche Navajo Nation.

CURIOSITA' NAVAJO

navajo code talkers
Soldati navajos durante la seconda guerra mondiale

Un'interessante curiosità riguarda il ruolo molto significativo che l’uso della lingua Navajo giocò durante la 2° Guerra Mondiale. Molti giovani Navajo furono arruolati dalla Marina americana impegnata nel fronte del Pacifico contro i Giapponesi allo scopo di trasmettere messaggi cifrati per radio semplicemente usando la loro lingua che, essendo particolarmente complicata e sconosciuta al di fuori degli Stati Uniti, non fu mai decodificata dai giapponesi e dai tedeschi.
Visto il successo ottenuto, questa operazione fu ripetuta anche nella guerra contro la Corea ma poi venne abbandonata agli inizi della guerra in Vietnam.

Attualmente il popolo dei Navajo conta circa 250.000 persone e costituisce il gruppo etnico più numeroso fra i nativi americani e gode di autonomia amministrativa.


FOTO DEL CANYON DE CHELLY



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