Parete nord-ovest del Civetta



ZUCCO DI TERAL 1179m - VIA DEL MIRO

LUNGHEZZA: 120m
DIFFICOLTA': 6b
ESPOSIZIONE: sud-sud-ovest
MATERIALE CONSIGLIATO: rinvii e qualche friends
TIPO DI ROCCIA: ottimo calcare
APRITORI: Casimiro Ferrari e compagni nel 1977
NOTA BENE: la via è bellissima, peccato sia corta. E' possibile concatenarla con gli itinerari sul Dito Dones. Segnaliamo situazione di pericolo sulla ferrata che dal colletto porta alla base della parete sud-ovest dello Zucco di Teral, numerose piastrine sono fuoriuscite dalla roccia ed altrettante sono traballanti e poco sicure, inoltre il cavo di assicurazione è sfilacciato e può ferire le mani e non solo. Ovviamente le catene e il cavo metallico hanno un'ampia oscillazione che può portare a sbilanciarsi, inoltre il ponticello della ferrata (fatto in legno) si sta sgretolando, fortunatamente in questo punto gli spit e le vecchie piastrine sembrano tenere ottimamente. ATTENZIONE!
PERIODO CONSIGLIATO: inverno e mezze stagioni se non fa troppo caldo, la parete è molto calda.
ACCESSO STRADALE: da Milano si raggiunge la città di Lecco e si seguono le indicazioni per la Valsassina, una volta a Ballabio salire per i Pian dei Resinelli ma fermarsi quasi subito nei pressi di un ponte dove si parcheggia.
AVVICINAMENTO: imboccare la stradina posta dietro la trattoria Alleluia, seguire il sentiero n.62 che sale ai prati della cascina Piazza. Dall'abitato si segue il sentiero di destra e traversando in piano si passa sotto la base del Dito Dones. Superato un canale franoso, poco oltre si reperisce una ripida traccia che sale nel bosco fin sotto delle paretine rocciose. Un tratto attrezzato porta nei pressi della ferrata di attacco e del colletto posto tra Zucco e Dito (30/40 minuti). Vedi Schizzo
ATTACCO: seguire la ferrata sino sulla grande cengia alla base della parete. La via attacca alla prima sosta che si incontra (2 resinati da collegare)

RELAZIONE:
L1 - Muro a tacche porta su di un'esile cengia rocciosa. (25m, 6a, 2 spit di sosta)

L2 - Traversare facilmente a destra per roccia solida ma un pò sporca, quindi un diedro porta in sosta su comoda terrazza. (35m, 5b, 2 spit di sosta)

L3 - Seguire la fessurina, traversare a destra con passi di equilibrio non banali e uscire dallo strapiombo con passaggio atletico. (35m, 6a+, 2 spit di sosta)

L4 - Un facile tratto porta ad un diedro veramente ostico e protetto lungo con possibilità di integrare le protezioni presenti, si esce su terrazza erbosa. (30m, 6b, 2 spit di sosta)

L5 - Se si vuole scendere a piedi superare il diedro sovrastante. (soluzione non testata)

DISCESA: in doppia, quindi a ritroso sul percorso di salita.

FOTO DELLA VIA

SCHIZZO DELLA VIA

 Schizzo via del Miro

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