Parete nord-ovest del Civetta



CIMA ALLE COSTE - DIEDRO MARTINI

LUNGHEZZA: 500m di sviluppo, 12/15 lunghezze, dipende come si affrontano il diedro e la cengia mediana
DIFFICOLTA': VI
ESPOSIZIONE: sud-est
MATERIALE CONSIGLIATO: rinvii, una serie di friends
TIPO DI ROCCIA: calcare ricoperto da una fastidiosa patina di polvere
APRITORI: S. Martini, M. Tranquillini, M. Protoni nel 1972
NOTA BENE: via abbastanza impegnativa per la lunghezza e la qualità della roccia, nel complesso le difficoltà non sono affatto sostenute, ma una fastidiosissima polverina e terriccio infestano la parte alta della parete, anche la qualità della roccia in molti punti risulta scadente, prestare attenzione. Comunque l’itinerario è di grande soddisfazione anche grazie alle proporzioni della parete, infatti la parte alta richiama molto le Dolomiti. Ogni ripetizione è consigliata dopo periodi di asciutto.
PERIODO CONSIGLIATO: mezze stagioni
ACCESSO STRADALE: da Arco di Trento dirigersi verso Pietramurata sino a quando sulla sinistra si incontrerà il cartello per il Lago Bagattoli, seguire le indicazioni e parcheggiare dove possibile.
AVVICINAMENTO: dal parcheggio ci si dirige in direzione della parete, una volta dietro il laghetto si segue una forestale e al primo bivio si prende a sinistra. Dopo una ripida rampa si incontrano delle tracce che partono sulla destra, con le quali si arriva alla base di un ripido scivolo roccioso, superarlo e così in breve alla parete. (1h00 dall’auto)
ATTACCO: alla base del grande diedrone che caratterizza la parte bassa della parete.

RELAZIONE:
L1 - L2 - L3 - L4 - Si prosegue nel grande diedro, incontrando numerosi spit, fino ad arrivare sulla cengia mediana, quindi obliquare a sinistra fino a prendere una sosta a spit dopo un tratto erboso sotto un muro verticale. Il tiro 4, 70m, pezzo in conserva.

L5 - Noi siamo andati a sinistra per qualche metro, poi risalito un diedro di IV, molto marcio ed erboso e soprastante prato verticale, sosta su albero. La soluzione migliore è seguire una traccia a sinistra fino ad entrare nel catino della cengia per poi salire.

L6 - Si obliqua ancora a sinistra per poi prendere un diedro di 5m di roccia buona e sostare su albero al suo termine.

L7 - Lunghezza di raccordo, andare a destra per tracce e sostare su albero alla base della parete. 20m

L8 - Alzarsi seguendo i punti di maggior debolezza della parete, in alcuni punti la roccia è unta e molto polverosa, si incontra qualche chiodo, fino al terrazzo di sosta con alberello secco e precario. (45m qualche chiodo sul tiro, buona possibilità di integrare – sosta su 4 chiodi)

L9 - Ci si alza puntando il diedro che finisce sotto il tetto, seguendo la fessura e sostando sotto il tetto. (25m, pochi chiodi sul tiro, qualche possibilità di integrare – sosta su clessidra e un cattivo chiodo, possibilità di rinforzo.)

L10 - Si esce dal tetto, in maniera faticosa e in grande esposizione, ben ammanigliato, si segue la fessura sovrastante e sotto all’altro tetto si esce a sinistra con passaggio poco intuitivo, possibilità di tirare il chiodo con cordino presente in loco. (20m pochi chiodi sul tiro, ottima possibilità di integrare – sosta su chiodi)

L11 - Si entra nel diedro e con arrampicata faticosa si arriva ad una fessura sprotetta e sfuggente per via del terriccio, la si supera e si sosta alla base di una lama giallastra che va da sinistra a destra. ( 40m pochi chiodi sul tiro, possibilità di integrare – sosta su 1 chiodo a pressione e 1 chiodo a lama)

L12 - Lunghezza bellissima, si segue la lama fin sotto un tetto, da qui a sinistra fino alla sosta su terrazzo. (40m pochi chiodi, la prima parte del tiro è impossibile integrare, dopo ci sono ottime possibilità – sosta su chiodi)

L13 - Ci si alza a sinistra della sosta su roccia compatta ma bagnata e scivolosa, ci si sposta a destra su roccia più ammanigliata e si entra nel diedro con arrampicata bellissima e mai difficile, si prosegue nel catino terminale con roccia più precaria, fare attenzione alle foglie. ( 55/60m qualche chiodo, scarsa possibilità di integrare – sosta su albero.)

DISCESA: attraversare il bosco in direzione ovest sino ad incrociare un sentiero quasi pianeggiante che si segue verso sud, ancora per forestale verso sud-ovest poi con il sentiero n. 425 si giunge in valle. (circa 2h00)


SCHIZZO DELLA VIA


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